sabato 26 febbraio 2011

Un regolamento edilizio votato alla sostenibilità

IL COMUNE DI BASSANO SI DOTA DI PARAMETRI COSTRUTTIVI ECOCOMPATIBILI

Dal giornale di Vicenza


TALI NORMATIVE VARRANNO PER I NUOVI EDIFICI E PER LE RISTRUTTURAZIONI

Sabato 26 Febbraio 2011 INSERTI, pagina 87

Solare e fotovoltaico obbligatori nelle nuove costruzioni
Pannelli fotovoltaici e solari obbligatori per tutte le nuove costruzioni o per gli edifici sottoposti a ristrutturazione, sistemi di recupero dell'acqua piovana in ogni stabile, ma anche una "targa di qualità" e agevolazioni per qualsiasi accorgimento mirato al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni. È entrato in vigore a Bassano il nuovo regolamento edilizio sostenibile. Uno strumento che non solo recepisce tutte le norme in vigore a livello nazionale in fatto di costruzioni a basso impatto ambientale ma che fissa anche una serie di parametri aggiuntivi - alcuni obbligatori, altri facoltativi - tesi a migliorare in senso ecologico le tecniche edificatorie, i materiali e l'efficienza energetica degli edifici. A Bassano quindi, da quest'anno, tutti i progetti di costruzione ex novo o di ristrutturazione di abitazioni o di altri fabbricati dovranno prevedere l'installazione di pannelli solari e fotovoltaici e la predisposizione di vasche per il recupero dell'acqua piovana. L'impianto di produzione di energia termica dovrà coprire, con pannelli solari o sistemi equivalenti, almeno la percentuale del fabbisogno annuo di energia per la produzione dell'acqua calda sanitaria, mentre i pannelli fotovoltaici dovranno garantire una potenza massima non inferiore a 1kwp per ciascuna unità abitativa. Il volume della vasca d'accumulo per le acque piovane non potrà invece essere inferiore a 3,5 mc ogni 100 metri quadri di superficie coperta. Le disposizioni obbligatorie potranno tuttavia essere derogate in caso di incompatibilità sotto il profilo paesaggistico, di vincoli di tutela storico architettonica degli edifici o per ragioni d'opportunità tecnica. Il Comune garantirà inoltre dei premi, in termini di sconto sugli oneri di urbanizzazione secondari o di incremento della superficie disponibile, per chi recepirà anche le indicazioni classificate come non vincolanti. Si tratta di suggerimenti relativi per esempio alle analisi sull'inquinamento elettrico, magnetico e acustico del sito prescelto, all'orientamento dell'edificio, all'illuminazione naturale, alle prestazioni dei serramenti, ai tetti verdi o all'uso di materiali compatibili. Per ciascuno di questi accorgimenti verrà assegnato un punteggio, che darà diritto ad una targa di qualità da apporre all'esterno dell'edificio e ad una agevolazione a scelta tra uno sconto sugli oneri secondari e un incremento della superficie utile.

giovedì 24 febbraio 2011

Edilizia, città anti-ecologiche Promossa solo Bolzano

IL DOSSIER dal giornale: la repubblica



Gli edifici in cui viviamo e lavoriamo sono responsabili, in nove casi su dieci, di dispersioni di calore e fannno aumentare i costi in bolletta. Lo rivela un'indagine di Legambiente condotta in 15 capoluoghi italiani

di MONICA RUBINOROMA - Pareti senza isolamento, finestre sottili e montate male, ponti termici tra diversi materiali, serramenti e solai che favoriscono gli sprechi energetici. Gli edifici in cui abitiamo e lavoriamo sono responsabili, in nove casi su dieci, di forti dispersioni di calore e quindi costringono a usare riscaldamento e condizionatori, facendo così aumentare i costi in bolletta e diminuire il comfort e la vivibilità. Lo rivela un'indagine di Legambiente che, con la campagna nazionale “Tutti in classe A”, vuole promuovere una nuova cultura del costruire sostenibile.

Una squadra di tecnici ha analizzato 100 edifici tra appartamenti e uffici in 15 città italiane, e solo 11 (tutti costruiti a Bolzano) sono quelli “promossi”. Per mostrare difetti e pregi degli edifici sono state utilizzate immagini termografiche realizzate con un apposito macchinario capace di evidenziare le caratteristiche termiche ed energetiche dei materiali nelle pareti esterne dell’edificio.

GUARDA LE TERMOFOTO 1

“Con le termofoto - spiega Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente - vogliamo rendere evidente quanto sia importante avere case ben progettate e costruite. Le speciali immagini mostrano proprio la differenza tra una casa di “classe A”, ossia con uno standard di qualità energetica che certifica un bassissimo fabbisogno di energia per il riscaldamento, e quelle costruite invece senza alcuna attenzione a questi temi. Le prime garantiscono una migliore qualità della vita agli abitanti grazie al buon isolamento delle pareti e, a parità di comfort, possono ridurre sensibilmente la spesa per il riscaldamento invernale e fare a meno dei condizionatori d’estate, riducendo fino a un terzo la spesa per il riscaldamento e il raffrescamento, ossia permettendo un risparmio tra i 200 e i 500 euro l’anno a famiglia”.

Per quanto riguarda gli edifici residenziali sono state prese in considerazione costruzioni realizzate negli ultimi dieci anni, ossia nel momento del boom dei prezzi, venduti spesso a cifre superiori a 3/4.000 euro a metro quadro. Se si considera che la differenza di spesa per una casa di classe A rispetto a una “normale” è del 5-10%, e il prezzo di costruzione è di circa 1.000 euro a mq, si capisce come non sia un problema di costi a impedire di investire nella qualità. Per capire le differenze per chi vi abita, le termofoto di Bolzano mostrano caratteristiche omogenee delle pareti, il cui isolamento permette di evitare sbalzi termici. In questo modo si possono ridurre i costi del riscaldamento e del raffrescamento. Per fare un esempio, un edificio certificato di classe A ha bisogno di circa 30 kWh/mq anno per il riscaldamento (paragonabile alla capacità di 3 litri di gasolio per riscaldare efficientemente per un anno la superficie di 1 m²), rispetto ad un'abitazione nuova di classe C che ha bisogno di circa 70 kWh/mq anno, mentre un edificio come quelli “bocciati” dalle analisi, mediamente di classe E, ha bisogno di oltre 120 kWh/mq anno.

Sono stati analizzati anche edifici pubblici, "perché Regioni e Comuni - spiega Legambiente - dovrebbero dare il buon esempio evitando sprechi nelle loro strutture", e i risultati sono ugualmente sconfortanti: bocciati 18 edifici su 19 con dispersioni a volte clamorose che obbligano ad un superlavoro i termosifoni d’inverno e i condizionatori d’estate. L’unico palazzo che si salva è la nuova sede amministrativa della Provincia di Bolzano. Nel dossier di Legambiente c’è anche una dettagliata valutazione sull’operato delle diverse Regioni in materia di prestazioni energetiche in edilizia. Promosse le Province Autonome di Trento e Bolzano, la Lombardia e il Piemonte dove le normative affrontano in maniera completa tutti gli aspetti di rendimento e certificazione energetica degli edifici, gli obblighi, i controlli e le sanzioni e dove, di conseguenza, si possono trovare esempi positivi di edilizia sostenibile. Promosse ma con riserva: Emilia-Romagna, Liguria e Puglia dove mancano ancora dei tasselli per completare il quadro normativo. Bocciate per alcune lacune normative: Lazio, Umbria e Valle d’Aosta, con Leggi Regionali che prevedono indicazioni ancora troppo generiche sull’efficienza energetica. Bocciate per incompletezza e inadeguatezza delle leggi regionali: Toscana, Veneto, Marche, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna, Sicilia, Abruzzo.

Il quadro emerso da questo monitoraggio denota quanto poco siano cambiate, negli ultimi trent'anni, le attenzioni da parte di progettisti e costruttori nei confronti di materiali, tecnologie e modalità costruttive impiegate per il contenimento degli sprechi energetici. Secondo le stime del ministero dello Sviluppo economico, complessivamente, il peso degli usi energetici civili rappresenta circa il 50% dei consumi elettrici e il 33% di quelli energetici totali. "Diventa dunque importantissimo - conclude Legambiente - intervenire nel settore edilizio per ridurre gli sprechi e le emissioni di CO2". L'Unione Europea ha preso molto sul serio questa sfida con precise direttive che hanno reso obbligatoria, anche in Italia, la certificazione energetica degli edifici 2 nuovi e nelle compravendite di quelli già esistenti. La recente direttiva Ue 31/2010 stabilisce addirittura che dal 2021 tutti i nuovi edifici dovranno avere caratteristiche tali da non aver bisogno di apporti per il riscaldamento e il raffrescamento, oppure dovranno essere in grado di soddisfarli attraverso l’uso di fonti rinnovabili.

(16 febbraio 2011)


lunedì 21 febbraio 2011

Educazione ambientale. Educare al rispetto dell’ambiente è possibile


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Educazione-ambientale-cL’educazione ambientale oggi è particolarmente importante nella formazione e nella crescita, già fin dagli anni della Scuola dell’Infanzia. I temi dell’esaurimento delle risorse naturali, dellospreco e dell’eccessiva produzione di rifiuti che generano come conseguenza problemi di smaltimento, possono essere affrontati con
maggiore speranza di successo proprio nella fase in cui i bambini imparano a relazionarsi con il mondo. Solo in questo modo sarà possibile abituarli ad un atteggiamento responsabile nei confronti dell’ambiente. Avendo a che fare con i bambini ci si può facilmente rendere conto della loro capacità di comprendere, soprattutto attraverso le immagini e iracconti: anche temi complessi come la questione ambientale possono essere tradotti in un linguaggio alla loro portata che comunichi, in maniera forte, il sentimento del rispetto per il pianeta ma anche per il prossimo, che sta alla base di qualunque comportamento ecologico.

Educazione-ambientale-bAd un bambino di tre anni si può dire che bisogna spegnere le luci quando non servono perché altrimenti “si mangiano tutta la pappa delle altre luci e quando serve non si riesce ad accenderle”; a un bambino di quattro anni si può spiegare che d’inverno le finestre si devono tenere chiuse “per non far scappar fuori il caldo uscito dal calorifero”; a cinque anni poi si può anche raccontare che l’acqua non è infinita e che “dobbiamo dividerla anche con altre persone”. Ogni fascia d’età ci richiede strumenti e approcci differenti ma… educare al rispetto dell’ambiente è possibile!!

Educazione-ambientale-aPer i bambini è particolarmente significativo ilpoter fare: ciò che viene raccontato diventa reale, diventa fisico e sono loro stessi a permettere questo farsi materia. Il problema è sempre l’investimento delle risorse: perché sel’educazione ambientale diventasse parte integrante dei programmi di educazione civica, i bambini, di ogni età, potrebbero sperimentarsi in prima persona e il confronto con queste tematiche diventerebbe davvero efficace.

Ma la scuola è totalmente “tagliata” e quindi non sempre basta la buona volontà di tante insegnanti, perché non ci sono le risorse.

Ai bambini basta così poco per coinvolgersi, sono talmente più capaci degli adulti di guardare le cose con occhi diversi!

Foto | Ester Dedé

dal sito:

http://www.architetturaecosostenibile.it

sabato 5 febbraio 2011

I migliori 10 prestiti bancari per finanziarsi un impianto fotovoltaico

http://www.ecoblog.it

pubblicato: mercoledì 19 maggio 2010 da Marina

i migliori 10 mutui per finanziare un impianto fotovoltaico

Aggiornamento.
Riprendo questo post per aggiungere ulteriori informazioni rispetto alla possibilità di finanziare un impianto fotovoltaico grazie ai gruppi di acquisto fotovoltaici o GAF. Un buon esempio è dato dal GASJacopo Fo che praticamente segue l’installazione in tutti i suo passaggi, sia di richieste di autorizzazione, sia amministrative, sia di finanziamento appoggiandosi a Banca Etica. Per ricerche di GAF nella propria zona un buon punto di partenza è larete GAS, Le mille città del sole.

Finanziarsi attraverso un mutuo un impiantofotovoltaico scegliendo il prodotto finanziario più conveniente. Osservatorio Finanziario ha sondato le proposte di 10 istituti di credito per scoprire quale sia la migliore. Ovviamente il finanziamento risente di una serie di parametri quali: la provincia in cui viene installato l’impianto fotovoltaico che è più bassa al Nord e più alta al Sud; l’impatto ambientale; la potenza.

Spiega Roberto Zerbola, responsabile del Settore Agrario e Energie Alternative del Gruppo Banca Sella:

Ormai quasi tutti gli istituti di credito sono convenzionati con la GSE. Il trucco sta nello scegliere il prestito con più alto tasso di personalizzazione, in modo da poter variare durata e percentuale di finanziabilità per riuscire a ottimizzare i vantaggi del Conto Energia

Ecco le analisi fatte: Banca Popolare di Milano propone Credito fotovoltaico che finanzia 150mila euro da restituire al massimo in 15 anni; Intesa Sanpaolo finanzia al massimo 100mila euro con Prestito Ecologico, da restituire al massimo in 15 anni e finanzia anche pannelli solari, termici, caldaie ,infissi, automezzi ecologici e a trazione elettrica; BNL-Gruppo BNP Paribas con Prestito Energia finanzia un massimo 100mila euro e il tasso fisso di 5,95%; Ubi Banca finanzia con il prodotto ForzaSole al massimo 70mila euro con tasso fisso di 6,75% e rientro al massimo in 15 anni; Cariparma finanzia al massimo con Fiducia Contante Energia Solare, 50mila euro e tasso fisso al 6,50%; BCC Roma finanzia con Sistema Energia al massimo 50mila euro e si tratta di un mutuo chirografario anche per impianti eolici, pannelli soalri e termici, impianti di geotermia, biomasse, biogas; Unicredit con Chirografario Fotovoltaico finanzia al massimo 50mila euro da restituire in 10 anni, MPS finanzia 50mila euro da restituire se con rata mensile in 10 anni se semestrale in 15 anni; Banca Sella ha proprio una divisione dedicata al finanziamento del fotovoltaico con Sella Ambiente e finanzia al massimo 30mila euro da restituire in 15 anni, convenzionato con il Conto Energia GSE e un tasso di interesse fisso di 5,95%; infine la Banca popolare di Vicenza finanzia al massimo 30mila euro con un tasso fisso da calcolare sull’Irs+ spread tra 1% e 2,50%.

A tutto tetto: il fotovoltaico amorfo di UNIMETAL

Energia a tuttotetto: vi presentiamo questo prodotto perchè molto flessibile. Un fotovoltaico veramente integrato su un tetto. Con questo sistema si puo' avere, attraverso un appropriato finanziamento, il tetto gratis .. sempre Eco Kasa Asiago, venite a trovarci.

tratto dal sito: http://www.unimetal.net/it/solare/tuttotetto.asp

indice solare >
I moduli fotovoltaici Unimetal
Unimetal con UNI-SOLAR ®
I moduli fotovoltaici Unimetal sono costituiti da un profilo metallico di acciaio preverniciato su cui sono posate ed incollate le lamine UNI-SOLAR ®.

Caratteristiche tecniche
Le lastre grecate, nei due moduli da 68 e 136 W possono essere prodotte completamente ricoperte dal film fotovoltaico o solo parzialmente quando le necessità della falda di copertura lo richiedono. Inoltre il profilo ha la peculiarità dei fissaggi nascosti che, oltre ad eliminare possibili infiltrazioni, danno un aspetto estetico non secondario.

Con un solo pannello integrato si ha sia la funzione tipica di una copertura che la generazione di energia elettrica, mantenendo la pedonabilità sul tetto per l’ispezione e la manutenzione.

Il colore standard dell'acciaio (spessore 0,8 mm) preverniciato PVDF è il grigio antracite (RAL 7016). A richiesta si possono fornire i colori indicati nella tabella RAL. Siamo in grado di fornire anche lastre in acciaio con rivestimento Aluzinc e in rame sempre nello spessore di 0,8 mm. Altri materiali saranno introdotti in futuro.

Flessibilità
La flessibilità dei pannelli ne permette l’utilizzo anche su coperture curve (Rmin= 12 m). La pendenza delle falde deve stare nel range compreso tra 5 e 60° anche se l’efficienza massima si colloca a pendenze intorno ai 30°.

Durata nel tempo
I moduli fotovoltaici unimetal garantiscono ancora l’80% della potenza installata nominale dopo 20 anni di funzionamento, non inquinano, non necessitano di combustibili e sfruttano l’inestinguibile energia solare contribuendo al fabbisogno elettrico dell’edificio civile, industriale o agricolo.



A sinistra: fasi di montaggio delle lastre fotovoltaiche:
A e B fissaggio del primo elemento sul supporto
C aggancio all’elemento successivo,
D bloccaggio.
Le celle fotovoltaiche UNI-SOLAR ®
Distanza fra gli appoggi [cm]
60100150
Carico utile massimo in Kg/m2
609554227
Le celle fotovoltaiche UNI-SOLAR ®
La trasformazione diretta dell’energia solare in energia elettrica avviene tramite un triplo strato di silicio amorfo depositato, in spessori micrometrici, su una sottile lamina flessibile di acciaio inossidabile.

La tripla funzione permette di aumentare l’efficienza di conversione e la stabilità delle prestazioni nel tempo, anche con bassi livelli di radiazione solare incidente.

Questa tecnologia consente anche di ridurre il peso e il degrado della conversione all’aumentare della temperatura operativa rispetto all’utilizzo di celle in silicio cristallino.

Il generatore fotovoltaico
Disponendo più celle in serie si ottiene un modulo e connettendo, sempre in serie, più moduli si ottiene una stringa alla tensione d’uscita stabilita e corrente pari a quella del modulo. Dipendente dalla potenza installata si dovranno utilizzare più stringhe in parallelo il cui insieme costituisce il generatore fotovoltaico in corrente continua.

Gli impianti fotovoltaici
Per poter usufruire dell’energia elettrica prodotta da un generatore fotovoltaico è necessario utilizzare altri componenti che variano al variare del tipo di impianto scelto.

Gli impianti fotovoltaici si possono classificare in impianti autonomi con e senza accumulatori ed impianti connessi alla rete centralizzati e distribuiti.

Normalmente gli utilizzatori finali devono essere alimentati in corrente alternata (AC) e quindi occorre introdurre dopo al generatore fotovoltaico in corrente continua (DC) un convertitore DC/AC o inverter possibilmente predisposto ad estrarre la potenza massima fornita; questo perché il generatore fotovoltaico non fornisce energia costante nel tempo ma questa varia al variare delle stagioni, delle condizioni meteorologiche e dall’alternanza giorno/notte.

L’incostanza della fornitura elettrica rende necessario, per dare una completa autonomia all’utente finale, l’utilizzo di accumulatori o di essere collegato alla rete elettrica locale o nazionale.
Laminati fotovoltaici UNI-SOLAR ®
PVL-68PVL-136
Potenza nominale Wp [W]68136
Tensione d'esercizio Vmp [V]16,533
Corrente d'esercizio Imp [A]4,134,13
Tensione a circuito aperto Voc [V]23,146,2
Laminati fotovoltaici Unimetal-UNI-SOLAR ®
Modus FV 300Modus FV 600
Peso [Kg/m2]13,1213,12
Lunghezza [mm]30006000
Larghezza utile [mm]460460
Potenza nominale Wp [W]68136
Dim. scatola derivazione [mm]113x96x31113x96x31
Schema di funzionamento degli impianti

martedì 1 febbraio 2011

Bioarchitettura: cinque alloggi Erp ecocompatibili inaugurati a Marlia

Esempi di comuni che adottano anche negli erp il risparmio energetico

Tratto dal sito: WWW.LOSCHERMO.IT CAPANNORI (Lucca), 29 gennaio - Rispetto dell'ambiente, risparmio energetico e risposte all'emergenza abitativa: queste le tre priorità del comune di Capannori che si concretizzano nei cinque alloggi di edilizia residenziale pubblica, ubicati in via Lombarda, inaugurati oggi (sabato 29), a Marlia, dal sindaco Giorgio Del Ghingaro,dal vicesindaco Luca Menesini, dall'assessore regionale al welfare e alle politiche per la casa Salvatore Allocca, dal presidente della Provincia di Lucca, StefanoBaccelli e dal presidente Erp Francesco Franceschini. Si tratta del primo esempio in Toscana di bioarchitettura applicata alle case Erp. In questo modo Capannori si conferma comune all'avanguardia nel campo della sostenibilità ambientale.

Presenti al taglio del nastro anche l'ex assessore regionale alle politiche per la casa, Eugenio Baronti e l'ex presidente di Erp Lucca, Antonio Bertolucci che hanno fattivamente lavorato per la realizzazione di queste abitazioni durante il loro mandato.

Il nuovo edificio è altamente innovativo, costruito secondo i criteri della bioarchitettura, dove sono stati utilizzati materiali ecocompatibili (completamente assenti solventi chimici o isolanti sintetici), con un'attenzione massima all'efficienza energetica e alla tutela dell'equilibrio con il territorio. Grazie a queste caratteristiche i nuovi alloggi sono certificati in classe energetica A+: ciò significa che gli appartamenti 'consumano' meno di 23,48kWh/m2 all'anno contro i circa 160 kWh/m2 della media delle abitazioni italiane. Il loro fabbisogno energetico, in pratica, risulta più di sei volte inferiore a quello medio. Per la sua costruzione Erp, che si è occupata anche della progettazione, ha ottenuto un finanziamento di circa 900.000 euro dalla Regione Toscana e ha operato su un terreno di proprietà comunale.

Dei cinque alloggi tre hanno una superficie di circa 75 metri quadrati, mentre due sono più piccoli e sono grandi 60 metri quadrati.

“Quest'opera è molto importante per il territorio - dice Del Ghingaro -, perché dimostra che si possono coniugare le necessità dei cittadini con le buone pratiche ambientali. Oltre a dare una risposta concreta all'emergenza abitativa, garantiamo alla comunità capannorese e alle prossime generazioni un futuro sostenibile. Per noi rappresenta una scelta politica precisa, che ha caratterizzato il precedente mandato e che ci sta contraddistinguendo tutt'oggi. Urbanistica, sociale e ambiente sono tre settori che non possono prescindere l'uno dall'altro. Con l'inaugurazione di questi alloggi popolari traduciamo in fatti la cultura di attenzione alle fasce deboli della popolazione, di rispetto dell'ambiente e di salvaguardia del territorio che promuoviamo attraverso l'azione amministrativa”.

Nel dettaglio, gli alloggi sono situati in un edifico a schiera, composto da cinque appartamenti, due dei quali interamente al piano terra e tre dislocati fra piano terra e primo piano. Ogni alloggio ha un giardino esclusivo e due posti auto.

Una modalità di costruzione innovativa - aggiunge l'assessore al welfare e alle politiche per la casa Allocca - che coniuga elevati risultati di rendimento energetico ad un bassissimo impatto ambientale, in termini di emissioni di CO2. Per quanto riguarda il risparmio energetico l'edificio è certificato in classe A, ciò significa che il consumo per metro quadro è di circa un sesto rispetto ad una costruzione 'normale'. É il primo progetto pilota in Toscana, al quale prevediamo di farne seguire altri. Ad esempio a Firenze è in fase di avvio la realizzazione di una palazzina a sei piani, seguendo gli stessi canoni costruttivi. Un altro vantaggio è che questo tipo di abitazioni possono essere costruite in metà tempo rispetto a quelle tradizionali”.

Dal punto di vista tecnico, la struttura portante antisismica dell'edificio è realizzato con legno certificato, proveniente da foreste che vengono rimboschite. Il riscaldamento, invece, è di tipo geotermico con pannelli radianti a pavimento. L'acqua calda è prodotta, per più del 50 per cento del fabbisogno annuo, da pannelli solari posti sul tetto ed eventualmente integrata tramite una caldaia, con potenzialità 34 kW.

Sono molto soddisfatto di questa costruzione - conclude il presidente ErpFranceschini - che coniuga in sé principi importanti per il territorio. Questi appartamenti potranno risolvere i problemi abitativi di alcune famiglie capannoresi e rappresentano l'avanguardia in materia di bioarchitettura e di risparmio energetico. Abbiamo lavorato a un progetto di rilievo che da oggi potrà essere al servizio dei cittadini”.

Commenti

Il contenuto dei commenti non costituisce notizia giornalistica

30-01-2011 / GIUSEPPE

Vorrei sapere chi godra di quel investimento fatto con i soldi?
Sarei grato di una vostra risposta.

30-01-2011 / SERENA MANDOLI

e chissenefrega, non ce lo mette sig. giuseppe?
Chiunque ne godrà , sarà un vantaggio per tutti; diretto e indiretto: diretto per chi prima non aveva una casa; indiretto perchè sono case che non consumano e quindi tutto l'ambiente e quindi noi ne trae vantaggio.
difficile eh?!

01-02-2011 / GENI

bene benissimo e sarebbe interessante poter disporre di maggiori informazioni sull'intera evoluzione della realizzazione per vedere come procedere se si volesse proporre un'iter simile anche nella propria zona di residenza. Niente è impossibile se si è realmente motivati...

01-02-2011 / DAVID

Idea buona,pero' per realizzarla e' stata abbattuta una pineta. Non si poteva procedere con il recupero dei alcuni ruderi che ormai a marlia fanno la muffa da secoli?

01-02-2011 / MAH

E la pineta bio-ecologica che e' stata abbattuta per far posto alle case?
A Marlia la campagna e' stata mangiate dai nuovi alloggi,la viabilita' e' super-caricata di veicoli. Viale Europa= camera a gas.Meno male che almeno queste case non inquinano.

01-02-2011 / BARBARA

E' la prima volta che vedo delle case popolari, in bioedilizia e a risparmio energetico, che hanno giardino, posti-auto e sono anche CARINE! Incredibile! Di solito i moderni architetti sembra siano capaci di mettere insieme solo degli obbrobri...e i comuni glielo consentono! Questo è un meraviglioso esempio di come, con i soliti soldi si possa scegliere di fare delle cose che siano anche gradevoli, oltre che favolosamente utili. Sono entusiasta. Spero che accada anche in Mugello, dove vivo io...
PS.: Non conosco bene la zona ma mi dispiace molto per la pineta...sigh!