Ad un bambino di tre anni si può dire che bisogna spegnere le luci quando non servono perché altrimenti “si mangiano tutta la pappa delle altre luci e quando serve non si riesce ad accenderle”; a un bambino di quattro anni si può spiegare che d’inverno le finestre si devono tenere chiuse “per non far scappar fuori il caldo uscito dal calorifero”; a cinque anni poi si può anche raccontare che l’acqua non è infinita e che “dobbiamo dividerla anche con altre persone”. Ogni fascia d’età ci richiede strumenti e approcci differenti ma… educare al rispetto dell’ambiente è possibile!!
Per i bambini è particolarmente significativo ilpoter fare: ciò che viene raccontato diventa reale, diventa fisico e sono loro stessi a permettere questo farsi materia. Il problema è sempre l’investimento delle risorse: perché sel’educazione ambientale diventasse parte integrante dei programmi di educazione civica, i bambini, di ogni età, potrebbero sperimentarsi in prima persona e il confronto con queste tematiche diventerebbe davvero efficace.
Ma la scuola è totalmente “tagliata” e quindi non sempre basta la buona volontà di tante insegnanti, perché non ci sono le risorse.
Ai bambini basta così poco per coinvolgersi, sono talmente più capaci degli adulti di guardare le cose con occhi diversi!
Foto | Ester Dedé
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